PELLICCE CONFEZIONATE CON PELLI DI CANI E GATTI
Nel mondo almeno due milioni di esemplari uccisi per rifinire i capi d’abbigliamento «Le pelli di cani e gatti arrivano dalla Corea, dalla Cina e dai paesi asiatici - spiegano alla Lav - dove non è proibito, come in Italia, allevare questi animali per destinarli all’alimentazione e utilizzarli per la pellicceria. Queste pelli poi vengono importate in Europa e vendute all’asta». Chi le acquista le utilizza poi per rifinire giacconi e impermeabili. Un traffico puntualmente documentato, con foto e video, dalla "Humane society of the United States". Secondo l’associazione animalista americana, sarebbero più di due milioni i cani e i gatti che ogni anno vengono uccisi per farne colli, guanti, cappelli e giacche corte. Si tratta, sostengono gli investigatori dell’associazione, di animali domestici, alcuni dei quali allevati in fattorie e altri abbandonati o dispersi. L’indagine della "Humane society" ha riguardato in particolare la Cina, il paese che è considerato il maggior produttore di pelli di cani e gatti e dove è anche diffuso il commercio di carne di cane. Gli animali vengono generalmente uccisi in allevamenti che si trovano al nord della Cina. Gran parte dei cani allevati e uccisi, denuncia l’associazione, sono pastori tedeschi. Sempre nella Cina del Nord gli investigatori dell’associazione hanno individuato un allevamento di gatti da destinare al traffico di pelli. Per ucciderli, vengono impiccati oppure gli si versa in gola dell’acqua fino a che non affogano. Dall’Asia queste pelli sono esportate in altri paesi.Dalle indagini dell’associazione risulta che finiscono anche in Germania, Italia e Francia. Per anni l’Italia ha importato manto e pelle di cane dalla Cina - aggiunge la "Humane society" - da utilizzare per rifinire le pellicce e anche per suole e fodere di scarpe e stivali. Un’azienda italiana, all’inizio degli anni Novanta, utilizzava pelle di cane importate dalla Cina per foderare gli stivali che poi venivano venduti negli Stati Uniti.